11 giugno 2012

Lunedì... prevedibile.

Stamattina, sulla metrò, il mio compagno mi chiede:

"Dormito bene?"

"Insomma, non sono ancora sveglia..."

"Strano, a me pareva ti fossi svegliata abbastanza in fretta"

"Amore, quello era l'ALZARSI dal letto, cosa distinta dall'essere svegli!"

A mezzogiorno ancora non è successo nulla e mi chiedo se sia il caso di iniziare a preoccuparmi o se non sia meglio continuare a far finta di essere sveglia (si vede che non sono proprio una persona mattiniera). Opto per quest'ultima scelta, tanto il fegato è quello che è.

Dopo pranzo e dopo quasi tre ore passate a debuggare, assieme ai progettisti, due dei test che avrei dovuto fare per loro come cavia, $utonto_sordo viene da me e inizia a parlarmi di una chiavetta USB...

Ovviamente il flashback al caso dell'$utonto_nonpiùdecente era inevitabile.

In questo caso si trattava di una chiavetta USB da 8Gb della HP (!) comprata a Febbraio in Perù per 7 euro. Microscopica. Senza lucette che possano aiutarti a capire cosa succede.

Fortunatamente, a differenza del povero disgraziato di prima, aveva copie di quasi tutto il contenuto, anche se sparsi su due o tre computer. Ovviamente l'unico documento non recuperabile era proprio quello su cui aveva lavorato l'ultima volta che aveva usato la chiavetta. E ovviamente, siccome andava di fretta, aveva lavorato direttamente sulla chiavetta.

Gli rifilo il solito mix di cazziatoncino+consigli. E gli faccio l'esempio di $utonto_nonpiùdecente che ancora sta aspettando che in Inghilterra gli recuperino i dati dalla chiavetta USB (tra parentesi, oggi è arrivata al laboratorio. Quindi mercoledì, forse, si saprà qualcosa.)

Decidiamo serenamente che, in questo caso, si fa prima a comprarne una nuova.

Domani dovrei finire i test per cui io dovrei fare la ...cavia....

Già rido.

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